http://www.kataweb.it/tvzap/2011/05/19/flavia-vento-condannata-per-offese-alla-cirinna-193622/
La showgirl condannata per offese all'ex delegato del sindaco per i diritti degli animali. Unmese di galera e 300 euro multa. Aveva scritto "mignotta"
ROMA – Durante la lettura delle sentenza c’è chi racconta che abbia perso il suo proverbiale sorriso da intellettuale. “In nome del popolo italiano etc etc la condanniamo a un mese di reclusione e 300 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali”. Incensurata e ‘reo confessa’, la showgirl romana Flavia Vento in carcere non ci andrà grazie alle attenuanti generiche, si legge su Affaritaliani.it, ma rimedia una figuraccia epocale. Aver offeso l’ex delegato del sindaco per i diritti degli animali, Monica Cirinnà, apostrofandola come “mignotta” e denunciando che avrebbe utilizzato i soldi raccolti “per fini pubblici, a propri fini per l’acquisto di borse e pellicce” le è costata un’ammissione di colpa davanti al giudice della x sezione penale, Roberta Conforti, e una condanna penale con tanto di risarcimento danni che dovrà essere valutato in sede civile.
Dunque, il ‘Vento pensiero’ espresso sul suo blog nei confronti della consigliera comunale Cirinnà è reato penale. Così ha deciso la giudice che ha valutato la documentazione espressa dall’avvocato Antonio Andreozzi che ha assistito la consigliera comunale Cirinnà.
Quella che ha portato la showgirl in Tribunale è una storia di cani, di invidie e di rabbia mal contenuta che risale al marzo 2008. Come si legge nella sentenza, a seguito di una visita nel canile della muratella, dove ha constatato le difficili condizioni in cui vivevano gli animali, la Vento ha preso il suo computer e inserito nel blog la serie di frasi ingiuriose e diffamatorie contro l’allora responsabile degli animali per il comune di Roma a guida Veltroni. Da qui la querela e il giudizio. Uccel di bosco alla prima udienza successivamente la Vento si è presentata ‘col capo coperto di cenere’, ammettendo “di aver scritto sul proprio blog il post come riportato nel capo d’imputazione, ma di averlo fatto in un momento di forte rabbia”.
Quindi “l’ammissione dell’errore e la sostituzione del post con uno in cui si richiamava l’attenzione del comune sulle condizioni dei cani”. Scrive la dottoressa Conforti: “ritiene questo giudice che l’istruttoria svolta consenta di affermare pienamente la responsabilità dell’imputata in ordine al reato a lei ascritto”.
Non solo. La giudice aggiunge: “altrettanto certo è che la diffamazione veniva commessa su internet, mezzo idoneo a raggiungere un numero sconfinato di utenti e dunque ad estendere l’effetto dannoso ancor più dei tradizionali mezzi di stampa”.
“Adesso farò sicuramente istanza al Giudice civile per il risarcimento del danno morale e anche del danno all’immagine”. E’ il commento della vittima della vicenda, Monica Cirinnà, all’agenzia Dire.
Roberta Conforti, giudice della X sezione penale, si è infatti espressa sul caso con una condanna penale con tanto di risarcimento danni che dovrà, appunto, essere valutato in sede civile. “Non è tanto per il termine ‘mignotta’, che è una volgarità della persona che l’ha scritta ma quanto per avere detto che con i soldi pubblici ho comprato pellicce per me, animalista convinta ed esponente dell’amministrazione. E’ un’ingiuria gravissima. A me non interessano i soldi, quindi con il risarcimento che otterrò continuerò ad aiutare gli animali abbandonati”.
(19 maggio 2011)






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