I punti fermi del Partito Democratico

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Il Partito democratico è una comunità aperta e plurale, lo ripetiamo spesso. Ma il pluralismo deve fondarsi su alcuni punti fermi, che orientano la discussione interna e l’azione politica. Molti di questi punti fermi, anche e soprattutto sui temi dei diritti, dell’eguaglianza e delle libertà, sono enunciati con chiarezza nel programma con il quale Nicola Zingaretti ha vinto il congresso. L’ingresso di Beatrice Lorenzin nel Partito democratico va letto in questa luce, senza anatemi. Spero che Lorenzin sia consapevole del tipo di comunità politica di cui entra a far parte, dei suoi principi e dei suoi valori. Per me, la domanda fondamentale resta una soltanto: a che punto siamo con l’attuazione di quel programma, in termini di scelte organizzative e orientamento dell’azione politica?
È tempo ormai di strutturare all’interno del Pd quei luoghi di dialogo e confronto previsti dal nostro statuto per dare forza ai nostri valori e trasformarli in atti concreti e di governo.
Solo così saremo in grado di superare le ambiguità e le contraddizioni, e fare del PD il Partito dell’eguaglianza e dei diritti.


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