PROSTITUZIONE, CIRINNÀ (PD): INTRODUZIONE REATO RISPOSTA MASCHILISTA (OMNIROMA)

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Roma, 11 LUG – «È bello sapere che il sindaco Alemanno dopo tre anni si interessa finalmente al problema della prostituzione a Roma. Davvero singolare questa voglia di guardare con i suoi occhi una situazione denunciata ogni giorno da cittadini, da associazioni, da uomini politici, anche vicini allo stesso sindaco, dalla commissione delle Elette, dalla stampa.

Probabilmente pensava fossero tutti dei bugiardi. Ora Alemanno, ispirato a San Tommaso e al suo ‘se non vedo non credò, inizi a lavorare seriamente per contrastare lo sfruttamento della prostituzione che invade le strade della nostra città, ora che ha visto, evitando però le già sperimentate politiche dell’annuncio, che hanno prodotto solo clamorosi fallimenti». Lo dichiara in una nota Monica Cirinnà, consigliere comunale Pd e presidente della Commissione delle Elette di Roma Capitale. «Le varie ordinanze ‘Alemannò, infatti, non hanno affatto ridotto il fenomeno della prostituzione ma lo hanno solamente e temporaneamente ‘sotterratò – aggiunge – Anzi molte donne sono state ‘sotterratè, poiché per timore di rimpatri o di sanzioni vengono fatte esercitare a porte chiuse; questo aumenta il loro sfruttamento, la loro insicurezza e le consegna definitivamente senza alcuna possibilità di salvezza ai loro sfruttatori. La proposta di una legge nazionale che introduca il reato di prostituzione è l’ennesima risposta maschilista ad un fenomeno che nasce proprio dal bisogno di sesso a pagamento degli uomini, e che ha come vittime esclusive migliaia di donne, oggetto di tratta e di sfruttamento». «Se davvero si vuole colpire alla radice il racket della prostituzione si deve trattare questo fenomeno criminale con lo stesso impegno di intelligence e di lavoro delle autorità inquirenti e giudiziaria, utilizzato per combatter il traffico di droga e quello di armi – conclude – Ricordo che la tratta di esseri umani, all’interno della quale c’è anche il fenomeno della prostituzione, spesso minorile, non è secondo per giro di denaro ai grandi traffici internazioni di droga e di armi. Chiedo quindi sì un impegno nazionale, ma non solo legislativo, ci vuole una forte decisione dell’esecutivo. Pertanto il ministro Maroni, che proprio oggi ha festeggiato i cento anni del Viminale, ponga la lotta al racket della prostituzione ai primi punti all’ordine del giorno della sua azione politica». red 111803 LUG 11 


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