REGIONE: Proposta Tarzia su Consultori. Ennesima aggressione a 194

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consultori“È di queste ore la notizia di una proposta di legge regionale sulla riforma e riqualificazione dei consultori familiari a firma della consigliera regionale Olimpia Tarzia.

Una proposta di legge ideologica che porta indietro di decenni la legislazione sui consultori familiari e sull’interruzione di gravidanza” ha affermato Monica Cirinnà, Presidente della Commissione delle elette e consigliere del PD capitolino. 

“Mentre nella precedente legge regionale (su cui è necessario fare comunque un’opera di attualizzazione essendo stata approvata nel 1976) che dovrebbe essere sostituita completamente dalla proposta Tarzia il ricorso ai consultori privati rappresenta un extrema ratio, il nuovo testo da un ruolo di presenza strutturale ai consultori privati o a quelli gestiti dall’associazionismo familiare e da onlus spalancando così la porta a organizzazioni integraliste” ha aggiunto Cirinnà.

 “Altri punti negativamente nevralgici della proposta riguardano gli articoli iniziali dove si definisce la vita nascente come membro della famiglia legiferando nei fatti sul controverso tema dell’embrione. Scompare completamente poi il tema dell’educazione alla contraccezione soppiantato da una fantomatico ruolo di esperti nell’insegnamento dei metodi di regolazione naturale della fertilità. Scompare il tema della prevenzione delle malattie veneree e prende piede con maggiore rilievo l’associazionismo familiare a discapito di un’associazionismo femminile presente invece nella legge regionale del 1976 che scompare completamente nella nuova proposta di legge. Dulcis in fundo il tanto invocato “Mediatore Familiare”, da associazioni come Scienza e Vita e dal Movimento per la Vita, entrerà a far parte obbligatoriamente delle figure professionali presenti all’interno dei consultori.” ha continuato la Presidente delle Commissione delle Elette del Comune di Roma.
 
“Un ritorno al medioevo che insieme al blocco operato dalla Polverini della somministrazione della RU486 negli ospedali laziali rappresenta l’ennesimo attacco alla legge 194 , alla dignità e all’identità della donna evidenziando un carattere integralista e oscurantista. Dispiace leggere sotto questa proposta anche le firme di alcuni consiglieri regionali del PD ai quali ricordo che purtroppo nessuna donna del Pd è stata eletta nel consiglio regionale e quindi, se non altro per rispetto alle tante dirigenti di partito presenti in altre istituzioni sarebbe stato in caso di astenersi dal firmare senza aver avuto prima un momento di discussione interno al partito su un tema così delicato” ha concluso Cirinnà.


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