Risposta all’intervista di Isabella Rauti sulla rappresentanza di genere

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Care Amiche,
su “Il Messaggero” di oggi in cronaca di Roma c’è un’intervista ad Isabella Rauti.
Non so se l’avete letta. Questa comunque la mia risposta.
Colgo l’occasione per anticiparvi che il prossimo 11 luglio alle ore 20.00 presso la festa del Pd a Caracalla Circo Massimo avrò lo spazio al palco per un dibattito sui temi delle rappresentanze di genere.
Sarà un momento di confronto importante. Vi farò avere notizie più dettagliate sugli altri partecipanti, intanto salvate la data in agenda!
Grazie a presto.

Monica

“Non mi piace parlare di quote ma di equa rappresentanza di genere. La collega Rauti invoca scelte dettate da criteri tra cui il merito, il radicamento territoriale e la militanza, tali principi, sacrosanti, devono essere applicati a tutte le candidature, siano esse di uomini o di donne, direi principalmente agli uomini visto che sono quelli maggiormente rappresentati.

Auguro alle amiche che militano nei partiti del centrodestra di avere la capacità e la forza politica per imporre all’interno del loro schieramento quelle regole di democrazia paritaria che il Partito Democratico si è già dato. Sta comunque a noi tutte dirigenti di partito non solo pretendere le regole ma soprattutto farle applicare.

Conosco da anni la collega Rauti che ha certamente una tempra combattiva, perciò spiace leggere che non ritenga questi i mesi giusti per sostenere la battaglia per ottenere il radicamento della cultura di genere nelle nostre istituzioni: penso l’esatto contrario, è proprio alla vigilia di queste elezioni che cambieranno il destino dell’Italia, che il ruolo delle donne, se presenti in gran numero in Parlamento, diventerà strategico e innovativo. Questo potrà accadere solo se all’interno dei partiti maturerà una vera volontà politica di dare rappresentanza alle donne ed in questo caso l’unica scelta opportuna è quella paritaria; penso sia riduttivo e matematicamente squilibrato fermarsi alla soglia minima del 30% quando si può ottenere la parità, unico vero criterio che consente giustizia nella rappresentanza.

Chi come noi, viene da una lunga militanza politica non teme certamente le primarie, aperte o di partito, poiché siamo abituate non solo alla campagna elettorale con la preferenza unica, ma anche alla selezione all’interno dei nostri partiti e nei movimenti nei quali militiamo: siamo credibili perché lo è il nostro curriculum, ma donne come noi ce ne sono davvero molte; è l’ora di fargli spazio.

Auspico anch’io che presto venga approvata al Senato la legge sulla doppia preferenza di genere, e mi viene da dire “Se non ora quando!” , così che possa entrare in vigore prima delle prossime elezioni amministrative di Roma: in un futuro consiglio comunale che avrà solo 48 eletti non ci saranno donne senza questa modifica alla legge 142 che prevede la preferenza singola. Voglio sperare che ci sia l’impegno di tutti i Senatori, uomini e donne, per ottenere questo importantissimo risultato. Quella della democrazia paritaria è una battaglia di civiltà che deve appartenere ad entrambi i generi.
Ricordo alla collega Rauti che giace in consiglio regionale del Lazio, dove lei siede, una proposta di legge presentata dal Partito Democratico per introdurre anche nella nostra regione questa modifica alla legge regionale vigente, che prevede tra l’altro l’abolizione del listino, metodo di cooptazione diretta, a mio parere molto criticabile.

L’On. le Rauti sostiene che la questione della rappresentanza, forse riferendosi alla giunta comunale di Roma, non debba essere risolta dai tribunali ma da principi di legge che favoriscano l’ingresso delle donne. Mi spieghi allora perché nessuna voce si è levata dalle donne del centrodestra sulla mia proposta del 50 e 50 su tutte le nomine che saranno previste dalle prossime modifiche statutarie di Roma Capitale, né tantomeno sulla mia proposta, che avuto il parere favorevole del Segretario Generale, ma è stata respinta con voto contrario della maggioranza, per ottenere la parità di genere, tra uomini e donne, nel complesso delle nomine degli organi delle società che faranno parte della holding di Roma Capitale.
E’ sugli atti concreti che si gioca la battaglia della rappresentanza paritaria, è questa secondo me la sfida epocale ,che siamo chiamati a vincere, insieme ai colleghi uomini, anche per il bene delle giovani generazioni.”


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