Sì critiche, no offese ed umiliazioni

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Chi mi segue sa che scrivo poco su Facebook, è un mezzo che uso per comunicare di lavoro, ma non parlo mai di me stessa. Approfitto di queste poche righe per ringraziare i ragazzi del mio staff che tanto mi supportano/sopportano!
Siedo in Parlamento da circa 4 anni dopo aver servito la mia città, Roma, come consigliera comunale dal 1994 al 2013, eletta, mai nominata, per cinque volte. Ho un lavoro che amo, molte passioni, scrivo libri, ho a lungo insegnato. Ho avuto modo di dimostrare che “potere” può essere l’infinito del verbo potere, declinandolo: io posso, posso fare qualcosa per la mia comunità per mettere al servizio della collettività le mie capacità politiche.

E’ chiaro che chi come me ricopre una carica pubblica è sempre soggetta a giudizi, molto spesso critici.

Vorrei che sapeste che la prima ad applicare giudizi critici al mio operato sono proprio io: sono fermamente convinta che il giudizio che ognuno deve avere di se stesso deve essere sempre severo e obbiettivo.

Ecco perchè scrivo queste righe: perchè non accetto insulti ed umiliazioni solo per aver esposto limpidamente i motivi che nel congresso Pd mi vedono schierata per Andrea Orlando.

Avrei potuto silenziosamente far passare questo periodo, furbescamente protetta da posizioni di comodo… ma non so vivere così!

Ho a lungo riflettuto sui tanti motivi che mi hanno spinta a lasciare l’attuale maggioranza del partito e li ho esposti in un’intervista all’Espresso.

Anche ieri, in un evento per Orlando a Firenze, ho raccontato le enormi difficoltà che ho vissuto ed affrontato, molto spesso da sola, nel lungo e duro cammino per ottenere le unioni civili e ho concluso che abbiamo la legge grazie al coraggio di Matteo Renzi e di Maria Elena Boschi che decisero di mettere la fiducia sul provvedimento.

Mai va negata la verità…. ma questo, come dicono i giuristi, non copre il dedotto e il deducibile.

Questo però non ha fatto di Renzi – è mio umile parere – un buon segretario del Pd. Mentre è stato un bravo premier, che ha saputo cogliere il momento politico, sociale e “parlamentare” per sferrare l’attacco vincente.

Mai l’ho negato, né lo negherò. Altri però sono i motivi per cui scrivo. Non è certo un’autodifesa. Scrivo perchè non accetto umiliazioni, falsità e discredito.

Non ho avuto paura della “cavalleria medievale” parlamentare, non ho avuto paura degli organizzatori del Family Day, non ho avuto paura dei cattodem (come loro stessi si autodefiniscono, peraltro tutti renziani). Non ho paura dei vostri insulti.

Su alcuni punti ho già ripetutamente chiarito. Ma lo ripeto.

Ho abitato in una casa di Propaganda Fide negli anni ’90 pagando un canone ridotto a fronte di grossi lavori di restauro, ovviamente tutti fatturati. Nel 2008 la giunta Alemanno mi ha messo sotto accusa presso la Corte dei Conti per illeciti e indebite appropriazioni durante i mie 14 anni di lavoro all’Ufficio diritti degli animali. Dopo 6 mesi di indagini la Corte ha archiviato. Accuse false.

Vorrei con queste righe sperare di farvi riflette: se non si parla chiaramente e con fermezza durante il congresso, quando lo si può fare? Chi pensa di tacitarmi non conosce il confronto, il dialogo e la democrazia. E’ per questo che il nostro Pd scende nei sondaggi e perde, come per il referendum costituzionale, alcune sfide decisive. Perché non è più percepito come un soggetto politico capace di ascoltare, includere e comprendere che tutte le diversità sono ricchezze da valorizzare e l’unità è ancora più preziosa se sa essere quella di un caleidoscopio con tutti i colori dell’arcobaleno.

Questo è il Pd che vorrò il 1° maggio. Questo è quello che continuerò a chiedere a chi sarà segretario del mio partito.

Infine ringrazio per la solidarietà, la vicinanza e la prova di vera amicizia i tanti sostenitori della mozione Renzi che mi hanno scritto in queste ore.


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