Tutelare un cane abbandonato dai proprietari non significa “abbatterlo” senza indagini diagnostiche o specialistiche. Accade ancora a Roma, oggi

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cane in catenaLeggo sui giornali di oggi di un povero cane abbandonato dalla sua famiglia in un giardino. Senza cibo nè acqua. Impossibilitato, pare per problematiche sanitarie, ad alzarsi.

Leggo di cittadini che, indignati, si rivolgono con fiducia allo 060606.

Leggo che a Roma è stata attivata questa estate una task force “per tutelare diritti e salute di cani e gatti” con la “preziosa collaborazione dei legali dell’associazione Earth, degli operatori del call-center capitolino, del servizio veterinario della Protezione civile e dei Pics-decoro della Polizia Roma Capitale”.

Leggo che questa eccezionale task force del Dipartimento Ambiente si attiva – secondo la normativa vigente – al di fuori dell’orario diurno visto che, come è noto, dalle ore 7 alle ore 19 è il canile comunale Muratella e la Asl Veterinaria RMD ad avere la responsabilità dei soccorsi.

E allora mi chiedo perchè l’unico intervento che questa preziosa task force è stata in grado di fare sia stato quello di “abbattere” – per utilizzare la terminalogia adottata dall’Associazione Earth e dai suoi “preziosi legali” – questo cane sfortunato.

Mi chiedo perchè – come ho verificato questa mattina –  il Centralino del Canile Comunale Muratella non abbia ricevuto nessuna chiamata né dai cittadini, né dallo 060606, né dall’Associazione Earth, né dalla ASL RMC competente per territorio.

Mi chiedo a che ora sia stato attivato l’intervento.

Mi chiedo quale sia il servizio veterinario pubblico ed il veterinario professionista ASL che senza accertamenti diagnostici, clinici o visite specialistiche ha deciso l’ “abbattimento” – sempre per usare la terminologia dell’Associazione Earth – del cane

Mi chiedo perchè non è stato richiesto l’intervento del servizio Pet in Time: entro le 19 la ditta Pet In Time avrebbe portato il cane all’interno del canile comunale Muratella e dopo il 19 avrebbe ricoverato il cane una notte in clinica convenzionata ed il giorno dopo il cane sarebbe stato portato a Muratella. Una volta in canile, il cane sarebbe stato affidato alle cure della ASL RMD e a tutti gli accertamenti necessari garantiti grazie all’intervento solidaristico dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese, associazione che dal 1997 gestisce i canili di Rona Capitale.

Ogni giorno decine di animali arrivano a Muratella in condizioni assai compromesse ed ogni giorno decine di cani vengono curati, stabilizzati e dati in adozione. Anche in situazioni di partenza molto compromesse. Perché a questo cane è  stata sottratta questa possibilità? E soprattutto chi lo ha deciso? Perché chi collabora – a spese dell’Amministrazione Comunale – con il Dipartimento Ambiente e con la task force estiva per la tutela degli animali ha permesso che ciò accadesse?

Ho letto un comunicato stampa del collega Marco Visconti, Assessore all’Ambiente, del 16 agosto 2012 che recita

“Cane abbandonato, Visconti: Episodio gravissimo, accertare responsabilità. L’episodio denunciato oggi dall’associazione Earth, che collabora con il Dipartimento Ambiente nell’ambito della campagna estiva per la tutela degli animali, è gravissimo e merita la massima attenzione. Attendiamo ora l’esito delle indagini della Procura affinché venga accertata la responsabilità dei proprietari. E’ assolutamente intollerabile che un cane, per di più malato, venga abbandonato e lasciato morire, senza né cibo né acqua, all’interno di condominio privato. Invito i cittadini a segnalare tempestivamente allo 060606 di Roma Capitale qualsiasi episodio di maltrattamento e di abbandono”. Lo comunica l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale, con delega alla tutela degli animali, Marco Visconti.

Sono perfettamente d’accordo. Ma se occorre accertare la responsabilità dei proprietari, occorre analogamente accertare tutte le responsabilità, se ce ne sono.

Anche quelle di chi sembrerebbe aver deciso che un cane – evidentemente sfortunato – non dovesse avere alcuna possibilità di riscatto. E quelle di chi – pagato da una amministrazione pubblica per tutelare gli animali – ha permesso che ciò accadesse.

In Italia, grazie alla normativa odierna, maltrattare un animale non è solo incrudelire contro di lui ma anche ometterne un adeguato soccorso.

Nell’agosto del 2012, a Roma, fino a prova contraria, sembrebbero essere stati in molti a macchiarsi di questo agghiacciante delitto.


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