Vivisezione: dalla Camera sì alle norme restrittive!

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Care amiche e cari amici ,

pubblico due articoli della LAV sull’approvazione dell’articolo 13 della Legge di delegazione europea che restringe la vivisezione e che porterà la chiusura definitiva di Green Hill

Monica

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L’Aula della Camera dei Deputati ha oggi approvato in via definitiva l’articolo 13 della Legge di delegazione europea che restringe la vivisezione e incentiva il ricorso ai metodi sostituivi di ricerca. Una vittoria che chiuderà definitivamente l’allevamento Green Hill, vieterà alcune pratiche come i test per droghe, alcool, tabacco, armi, didattica e limiterà alcuni utilizzi, con l’obbligo di anestesia e analgesia che fino ad oggi non venivano usate in almeno il 20% degli esperimenti sui quasi 900mila animali che ogni anno vengono ancora torturati e uccisi nei laboratori italiani.

La miglior riprova che l’articolo 13 salva-animali è importante e che inizia a far sgretolare – dopo Green Hill e in quella scia – l’impero della vivisezione, è stata data dall’opposizione che questo ha ricevuto. Dalla mobilitazione a favore della sperimentazione sugli animali che è stata ricacciata indietro grazie a un lavoro tattico e di forza parlamentare, a una paziente e difficile tela che siamo riusciti a tessere. Come è nel nostro stile, di concretezza e fermezza. Un punto di ri-partenza e non di arrivo. Perché c’è ancora tanto, tantissimo, da fare e ottenere. Più forti, anche grazie a questo positivo risultato.

Non si tratta del futuro testo di legge (che sostituirà il Decreto legislativo 116 del 1992) né di semplici e non vincolanti pareri, di ordini del giorno o dichiarazioni a verbale senza alcun valore costrittivo, ma di principi e criteri vincolanti di una legge dello Stato per la stesura del prossimo articolato, da parte del Ministero della Salute.
Questo articolo rappresenta la base per una legge realmente migliorativa per i quasi 900mila animali utilizzati ogni anno in Italia e un futuro concreto per i metodi sostitutivi e la ricerca innovativa nel nostro Paese. Un punto di partenza per altri cambiamenti. L’alternativa sarebbe stato un recepimento-fotocopia della direttiva europea e nessun cambiamento alla situazione attuale per cui tutto è possibile fare sugli animali.

Per questo la LAV, che ha sostenuto le proposte iniziali assieme alle altre associazioni della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente, ringrazia i senatori Amati, Cirinnà, De Petris, Fissore, Granaiola, Repetti, Silvestro, Uras e i deputati Brambilla, Di Vita, Mantero e Sbrollini che hanno condotto o sostenuto questa battaglia con il Sì dei Ministri della Salute Lorenzin e delle politiche europee Moavero, per evitare il recepimento-fotocopia della brutta direttiva europea. Si sono invece distinti per la loro attività a favore del mantenimento dello status quo della sperimentazione sugli animali i senatori Giovanardi e Buemi e i deputati Locatelli, Capua, Gigli, Binetti, Carnevali e Amato.

Purtroppo in Parlamento non era all’ordine del giorno il no totale alla vivisezione, il nostro obiettivo, e per questo sosteniamo l’iniziativa europea dei cittadini “Stop Vivisection” che non è in antitesi con questa battaglia, ma questo articolo 13 delle Legge di delegazione europea 2013, rappresenterà una svolta  in Italia e un esempio per tanti altri Paesi. Nonostante gli obblighi sovranazionali previsti dalle farmacopee o da altre legislazioni.

Nessuno infatti è mai andato così vicino nel vedere riconosciuti alcuni diritti degli esseri senzienti che subiscono violenze in nome di una falsa scienza. Principi fondamentali anche per la rinascita del Paese, vengono infatti sostenuti e promossi i metodi alternativi che attualmente rivestono solo un ruolo secondario, mentre sono molte le potenze economiche internazionali che stanno investendo in questa promettente area. Questo articolo è una speranza per tutti che deve trovare nella ricerca innovativa ed eticamente compatibile un motivo di eccellenza e rinascita.

Tra i punti più importanti approvati (maggiori dell’articolo 14 del Disegno di Legge Comunitaria 2011 che abbiamo difeso per mesi e mesi durante la scorsa Legislatura) c’è il divieto di allevamento di gatti, primati non umani e cani che porterà alla chiusura definitiva del tristemente noto allevamento “Green Hill”, il coronamento di una battaglia di attivisti e associazioni in corso da anni. Inoltre vi sarà il divieto delle sperimentazioni più dolorose (quelle senza anestesia), gli xenotrapianti e gli esperimenti bellici, prassi che riflettono una scienza dell’800 e l’eco della terrificante parola vivisezione, i test sulle sostanze d’abuso (alcool, tabacco, droghe), gran parte della didattica. E infine il sostegno allo sviluppo dei metodi sostitutivi e l’applicazione del titolo IX-bis del Codice penale (lo stesso che ha portato al salvataggio dei 300 beagle di Green Hill) per chi violerà la nuova normativa, vincoli che si sommeranno al confermato divieto di utilizzo di animali randagi grazie  alla comunicazione che il Governo ha fatto a Bruxelles nel dicembre scorso.

 

Leggi il commento di G. Felicetti e M. Kuan “Vivisezione: l’articolo 13 diventa legge. Green Hill chiude per sempre!”

  • Vincoli alla vivisezione, primo sì alla Camera!
    • 25/07/2013
    • [di G. Felicetti*] A venti giorni dall’approvazione da parte dell’Aula del Senato il largamente positivo articolo 13 del Disegno di Legge europea 2013  ha riscosso ieri il parere favorevole della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

      Una settimana dopo le Audizioni che hanno visto gli interventi della parte antivivisezionista con me e la dott.ssa Candida Nastrucci, componente del Tavolo del Ministero della Salute sui metodi alternativi, la “montagna” della rivolta pro-vivisezione con il prof. Garattini in testa, ha partorito, come suol dirsi, il topolino. Senza riuscire a fargli del male.

      La XII Commissione Affari Sociali infatti, grazie agli interventi dei deputati Brambilla del Pdl, Mantero e Di Vita del M5s, Sbrollini del Pd e del Governo, non ha bocciato o emendato negativamente l’articolo, come chiedevano – in particolare – Locatelli del Psi, Capua, Gigli e Binetti di Scelta Civica, Carnevali del Pd e Amato del Pdl – ma ha dato parere positivo e senza modifiche.

      La specifica, peraltro non vincolante, fornita alla Commissione politiche europee è che il Governo si attenga alle disposizioni del comma 2 dello stesso articolo e, quindi, al rispetto degli obblighi che derivano da legislazioni o farmacopee. Non quindi, come riporta erroneamente la relazione della XII Commissione, “all’obbligo di conformarsi alla normativa europea”. Che è altra cosa e non valida rispetto a una prossima legge.

      La miglior riprova che l’articolo 13 salva animali e incentiva i metodi sostituivi di ricerca, che inizia a far sgretolare – dopo Green Hill e in quella scia – l’impero della vivisezione, è stata data dall’opposizione che questo ha ricevuto.

      La miglior riprova che questo, non le parole, è un risultato da difendere strenuamente anche nei successivi passaggi alla Camera nei prossimi giorni.

      Per una ricerca davvero scientifica ed eticamente compatibile.

      *Gianluca Felicetti, presidente LAV


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