Corriere.it- Roma: Donna-prato, il giurì della pubblicità: no a chi sfrutta immagine donna

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Dopo la denuncia della senatrice Cirinnà, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria annuncia istruttoria. E chiede ai cittadini: segnalate gli abusi sul nostro sito

 

ROMA – Sarà il giurì della pubblicità a decidere se ordinare la «cassazione del messaggio pubblicitario» della donna-prato, apparso nei giorni scorsi nella Capitale e attaccato dalla senatrice del Pd Monica Cirinnà per il suo contenuto «lesivo della dignità della donna». I contestati manifesti giganti (sei metri per tre) affissi a cartelloni nella zona Cassia-Trionfale ritraggono una donna apparentemente nuda, coperta soltanto da un singolare manto d’erba verde. E sotto, le sagome di attrezzi per il giardinaggio: tosaerba, motoseghe, motozappe. Una pubblicità «sessista, che riduce la ragazza nell’immagine ad oggetto ed è carica di doppi sensi atroci», ribadisce la senatrice Cirinnà .

LETTERA AL SENATO – Con una lettera alla stessa parlamentare, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (Iap), che la stessa Cirinnà aveva chiamato in causa – «Non esiste un Gran giurì della Pubblicità ? Dov’è finito, che cosa fa? cosa li paghiamo a fare?» – ha annunciato che valuterà «il caso di cui all’articolo (ndr. pubblicato da Corriere.it)» e terrà informata la senatrice «sulla decisione che verrà presa». Lo stesso Iap, in effetti, si è recentemente espresso su un caso di sfruttamento dell’immagine femminile che riguardava una casa di moda italiana, «per contrasto con gli artt. 9 e 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale».

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