Far West Italia: preoccupante ondata razzista

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Sono profondamente scossa dal moltiplicarsi di episodi di violenza motivati dall’odio razziale. Roma, Napoli e la Campania, Partinico, il ragazzo morto ad Aprilia, e ora l’aggressione a Daisy Osakue, atleta della nazionale azzurra.
Sta montando nel Paese – fomentato, soprattutto, dal Ministro dell’Interno e dal suo atteggiamento da bullo, becero, sfacciato e ora apertamente fascista (la citazione mussoliniana di ieri ne sia conferma) – un sentimento brutto, di chiusura, una strana e inquietante indifferenza violenta.

La paura del diverso viene agitata, e utilizzata come anestetico e facile via di fuga dalla frustrazione, dall’impoverimento materiale e culturale della parte più fragile di questo Paese. Le conseguenze sono già gravi, e sono davanti ai nostri occhi. Ronde per difendere i nostri piccoli spazi privati – come se la proprietà, certamente da tutelare, possa essere più importante della vita umana – ma anche episodi di vera e propria “caccia al nero”: per ora, armati di fucili ad aria compressa (che però possono fare danni gravissimi, come quelli subiti dalla piccola bimba rom, Ciliegina a Roma), da domani chissà.

Mi chiedo dove si voglia condurre il Paese, e arrivo a temere che si cerchi di provocare – in una rinnovata e ancora più assurda strategia della tensione – reazioni altrettanto violente, “incidenti di reazione ” che possano giustificare strette autoritarie. Mi auguro con tutto il cuore di sbagliare, ma se guardo alla storia italiana degli ultimi cinquant’anni, motivi per rabbrividire non mancano.

È necessario che l’Italia democratica, antifascista e antirazzista – l’Italia degli articoli 2 e 3 della Costituzione – alzi la testa, si mobiliti, e non resti in silenzio. Ora più che mai è necessario testimoniare la possibilità di un’alternativa, con le parole e con quotidiani gesti di resistenza solidale e umana . Non dimentichiamo mai che quest’onda nera ha raccolto solo il 17% nelle urne.
La nostra identità – personale, politica, culturale, nazionale – si riduce presto ad un nulla, ad un guscio vuoto (pronto per essere colonizzato dal fascistello di turno), se non accetta di incontrare l’altro, in una relazione di riconoscimento e rispetto reciproco: la nostra identità, più semplicemente, o é solidale, o non è.

 

(Foto di repertorio tratta dal web – scrivere per chiedere la rimozione)


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