Giustizia: Cirinna’ a Cancellieri, mai più bambini in carcere

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bambini-carcereSu caso Cocò troppi errori e omissioni, Ministra sblocchi fondi per  case-famiglia

“Nessun bambino deve varcare più le soglie del carcere, la ministra Cancellieri deve dire parole chiare sull’applicazione della legge che  istituisce le case famiglie, entrata in vigore dal 1° gennaio e totalmente  inattuata”.
Lo ha chiesto la sen. Monica Cirinnà intervenendo in aula nel  corso del dibattito sull’informativa della ministra della Giustizia.  

“La cronaca di questi giorni – ha spiegato – che ha scosso l’Italia intera  con la storia di Cocò ucciso a soli tre anni, vissuti in gran parte dietro  le sbarre di una cella, è la lampante dimostrazione che quella dei bambini  detenuti è una vera emergenza umanitaria e sulla quale in modo inspiegabile  da mesi la ministra Cancellieri non da risposte nè in commissione Giustizia  nè nell’aula del Senato, nonostante l’approvazione nella seduta del 28  novembre all’unanimità della mozione sui diritti dell’infanzia che  testualmente recitava “s’impegna il governo a riconoscere i diritti dei  bambini e delle bambine figli di madri private delle libertà, favorendo il  soggiorno con le mamme fuori dalle strutture carcerarie, in case famiglia  protette, come previsto dalla legge 62/2011”.
“Ad oggi – ha aggiunto – permangono nelle carceri italiane circa 50 bambini, per lo più figli di donne straniere, soprattutto rom senza fissa  dimora.
Non vorrei che fosse questa l’inconfessabile ragione per la quale  non si interviene in maniera pronta ed incisiva per l’applicazione di una  legge in vigore. Affinchè la morte di Cocò non sia inutile abbiamo solo  un’opportunità: fare in modo che le colpevoli disattenzioni dell’intera  macchina della giustizia, dai servizi sociali alla Corte di Cassazione, non  si ripetano più e che il Ministero identifichi e punisca i responsabili di tutte le omissioni relative a questa tragica vicenda che poteva essere  evitata”.  
“Sono mesi che la ministra Cancellieri mi risponde che non ha risorse per  le case protette – ha concluso Cirinnà – so bene che la legge 62/2011  prevede la costruzione delle case protette senza spese per l’amministrazione pubblica, ma la stessa legge prevede corposi  finanziamenti per la costruzione di nuove Icam (istituti di custodia  attenuata per detenute madri).
Mi domando allora perchè, sia alla Camera che al Senato, il governo ha respinto l’emendamento presentato dal Pd che  stornava una parte di questi fondi, per altro ad oggi inutilizzati, per destinarli all’apertura di case-famiglia”.


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