Caso Cucchi: finalmente la verita’

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Sul caso Cucchi finalmente la verità sconfigge i pregiudizi. 
Anni di dolore, derisione, umiliazioni, strumentalizzazioni politiche non hanno annientato la speranza e il coraggio splendido di Ilaria Cucchi e della sua famiglia, la loro dignità, la loro tenacia, la loro fiducia nello stato e nella giustizia, nonostante tutto. 
Questa fatica è oggi premiata, e la giustizia si appresta ad illuminare le tenebre di questi lunghi anni, con la luce della verità e della responsabilità.
 
Non possiamo, non potremo mai, dimenticare quello che è stato, e che si è sempre manifestato con evidenza, a chi non avesse gli occhi e il cuore ostruiti dal pregiudizio più cieco, dall’indifferenza, o da stupidi timori. 
 
La verità è una, e una soltanto: quando un cittadino si trova in custodia dello Stato, la sua incolumità fisica non può dipendere dal comportamento più o meno benevolo di chi lo deve appunto custodire, ma deve essere garantita sempre. E uno Stato costituzionale fondato sul rispetto della dignità e dei diritti di tutte e tutti, e specialmente dei soggetti più vulnerabili, non deve avere paura di difendere e promuovere questa elementare verità, costi quel che costi.
 
Sono la prima a sostenere che la stragrande maggioranza di chi serve lo Stato nelle forze dell’ordine sia composta da persone che rispettano pienamente le regole di comportamento: proprio per questo è davvero importante ciò che è accaduto oggi durante il processo ai presunti aguzzini di Stefano Cucchi.   
 

In molti hanno costruito fortuna e carriera politica sulla banalizzazione di gravi casi di violenza ai danni di persone tossicodipendenti o semplicemente meno fortunate per motivi psichi o mentali. Adesso che la verità comincia ad emergere è davvero il momento delle scuse da parte di tutti coloro che hanno depistato, infangato, deriso e addirittura denunciato le vittime, offendendo la memoria di Stefano e il dolore della sua famiglia.


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