Comunità, donne, diritti: le parole chiave di una nuova storia, a partire da Verona

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Di ritorno a casa dopo l’Assemblea nazionale, riordino gli appunti e ripenso alla bellissima relazione del mio Segretario. 
Un discorso ricco e profondo, che ha segnato l’inizio di una storia nuova, indicando la strada da percorrere per rigenerare il Partito e salvare il Paese. 
Tra i moltissimi spunti che Nicola ci ha dato, ci sono tre parole che mi risuonano in mente: comunità, donne e diritti.
Comunità come realtà di un partito “di differenze”, plurale e aperto alla società, capace di respirare a pieni polmoni quel che si muove dentro e soprattutto fuori di noi, lavorando assieme alle forze vive della società. Donne, come fulcro di una nuova spinta, di una nuova energia che a partire dalle relazioni di genere ci conduca a costruire l’eguaglianza vera di tutte e tutti. Diritti, come punto qualificante della nostra azione politica: diritti civili e diritti sociali assieme, libertà solidarietà ed eguaglianza come pilastri di una cittadinanza nuova. E poi la scuola, la giustizia sociale: un progetto complessivo di rigenerazione della nostra democrazia, attraverso la difesa delle istituzioni repubblicane e la promozione, in ogni ambito, della pari dignità sociale. 
E l’immagine bellissima di quel bacio, che vogliamo resti libero e sereno, qualunque sia il nostro orientamento sessuale: perchè essere cittadini passa anche dalla libertà di poter essere se stessi senza essere discriminati.

C’è una cosa, però, per la quale voglio ringraziare Nicola, mentre gli auguro con tutto il cuore buon lavoro: aver fatto sentire la nostra voce, con forza, su quello che accadrà a Verona a fine mese. Il Congresso delle Famiglie rappresenta l’esatto contrario di tutto quello in cui noi crediamo: predica esclusione, dove noi vediamo invece pluralismo e inclusione, vede gerarchie e ideologia dove noi vediamo la meraviglia degli affetti che si fanno famiglia, in mille modi diversi. Predica un solo modello di donna, dove noi vediamo una donna autonoma, e tutelata nel suo fondamentale diritto di conciliare famiglia e lavoro, a parità – anche salariale! – di condizioni con l’uomo.
Il Congresso di Verona è una minaccia a tutto questo: il nostro compito, come ha ricordato Nicola e come in Senato abbiamo iniziato a fare a proposito del patrocinio del Governo, è quello di riunire tutte le forze di opposizione in una azione condivisa a difesa degli artt. 2 e 3 della Costituzione.

Grazie Nicola, sono e sarò al tuo fianco – in Direzione, dove sono stata confermata, in Senato, consumandomi le scarpe in giro per il Paese – per portare avanti il nostro progetto: rigenerare il Pd e riunire un campo largo che possa offrire al paese le risposte giuste e una alternativa credibile allo squallore dei populismi.


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