Dal congresso Pd esca forte la voce dei diritti. Facciamola sentire nella piazza del 30 settembre

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Continuare a rispondere alla sfida dei diritti è un impegno centrale nel processo di rinnovamento del Partito democratico.

Sarà al centro delle mie scelte e del mio lavoro congressuale, in un tempo in cui la vita dei soggetti più vulnerabili è continuamente messa a rischio dalla propaganda di questo pessimo governo e piegata all’ideologia di partiti e persone sempre contrarie all’ampliamento dei diritti e del principio di eguaglianza.

Penso ai figli delle coppie separate e divorziate, che il ddl Pillon vuole rendere ostaggio di una concezione retriva della famiglia; penso alle bambine e ai bambini arcobaleno, alle loro famiglie, che continuano a lottare per il riconoscimento tra mille difficoltà e minacce. 
Penso alle tante, ancora troppe, ingiustizie e disparità nel mondo del lavoro, a iniziare dalle differenze salariali, alle tutele contrattuali e alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
Ma penso anche ai migranti, alle persone trans, e alle donne. La condizione delle donne non è oggetto di attenzione adeguata da parte di chi ci governa, la loro libertà di autodeterminarsi – dall’interruzione di gravidanza, all’accesso alla procreazione assistita, alla conciliazione tra lavoro e vita familiare – è messa continuamente a rischio, perché considerata un disvalore rispetto ad una visione maschilista e patriarcale.

Sono questioni al centro dei miei pensieri e del mio impegno politico: sono la sfida a cui il Partito democratico non può sottrarsi, sono temi cui va data una forte risposta radicale, va fermamente rifiutata ogni visione conservatrice e ogni tentativo di mediazione. Abbiamo bisogno di riposizionare il Pd a sinistra con radicalità e coraggio e farne il perno centrale di una vasta alleanza necessaria per tornare presto al governo del Paese.

Per questi motivi, la piazza convocata per il 30 settembre a Roma, dovrà essere una piazza dei diritti.

Chiedo allora a tutte e tutti – singoli e associazioni da sempre impegnate sul fronte dei diritti, anche al di là dell’appartenenza al Partito democratico – di essere presenti, di far sentire la propria voce.

L’Italia che non ha paura è anzitutto l’Italia dei diritti, che si apre con coraggio agli altri, valorizzando ogni differenza con spirito di solidarietà e inclusione.


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