Gay.it: Cirinnà: “Unioni civili? La strada maestra rimane il parlamento”

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Senatrice Cirinnà, lei è la relatrice del testo che prevede il riconoscimento delle unioni civili per le coppie gay, con l’adozione dei figli del partner. Ha letto le dichiarazioni in proposito rilasciate ieri dal premier ad Avvenire?

Ho letto le dichiarazioni riportate da Avvenire, ma potrebbe essere un’interpretazione estensiva che Avvenire ha fatto delle parole di Renzi, perché sono mesi che mi bombarda sul “pericoloso ddl Cirinnà”. Io dalla viva voce di Renzi non ho sentito niente, e anche il sottosegretario Scalfarotto non mi ha saputo dare notizie. Da parte del governo ho sentito solo le dichiarazioni di NCD, ultima quella del ministro Maurizio Lupi (che ha definito il ddl sulle unioni civili “irricevibile”, nda). Mi auguro che non sia davvero così tranchant. La mia opinione è che la via parlamentare resta quella migliore, quella che apre più strade al confronto e io, in quanto relatore del testo, sono disposta ad ascoltare tutti.

Ad Avvenire Renzi ha parlato ancora una volta di modello tedesco, prima di accennare ad un testo del governo che supererebbe il suo. Si fida? 
Renzi ci ha abituati a dire e a fare quello su cui si è impegnato in campagna elettorale e anche nelle ultime europee. Ci ha garantito unioni civili alla tedesca, sarà lui a livello di governo a sapere come mediare con gli alleati. Il mio testo in alcun modo depaupera il matrimonio tra eterosessuali. E’ un primo passo verso la parità? Sì lo è e ben vengano i passaggi successivi. E’ stato così anche in Inghilterra, ad esempio. E su questo, ha ragione Cameron quando, da conservatore, sostiene che il matrimonio è un valore così alto che andrebbe garantito a tutti.

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