Giustizia per George Floyd

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Oggi in Senato, prima in Commissione e oggi pomeriggio in Aula. Parteciperò ai lavori con la mia mascherina su cui ho scritto: “Giustizia per George Floyd”.

E’ ora di rompere il silenzio imbarazzato su quello che sta accadendo negli USA.

Giustizia per George Floyd significa anche giustizia per la comunità nera, oppressa e vulnerabile a causa delle contraddizioni di un sistema ancora pieno di pregiudizi e, soprattutto di profonde disuguaglianze. Basta leggere le statistiche sull’etnia dei detenuti, sulla povertà, fino a quelle sui contagiati e i morti da Covid, per rendersi conto di quanto sia ancora squilibrata la società statunitense.

Di fronte a tutto questo, alla Casa Bianca siede un uomo del tutto inadeguato, che usa la Bibbia come una clava e invoca “Legge e ordine”, nel miglior stile autoritario e populista.
Ma questa non é la risposta, così come non lo sono saccheggi e violenza, provocati spesso da infiltrati e anche dalla repressione: piuttosto, ripenso con commozione all’immagine dei poliziotti che solidarizzano con i manifestanti. Non “legge e ordine”, allora, ma “giustizia sociale e rispetto”. Legalità e sicurezza non esistono, senza solidarietà, eguaglianza, diritti civili e sociali per tutte e tutti.

Per questo mi rivolgo, infine, al nostro ministro degli Esteri perché lanci un appello, in nome dell’Italia e del principio di uguaglianza.

Giustizia per George Floyd, e denuncia del #blackout della democrazia negli Stati Uniti d’America.


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