Grazie!

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Per me sono ore e giorni dolorosi, per questo voglio ringraziare di cuore tutte e tutti coloro, tantissimi, che mi hanno fatto arrivare la loro vicinanza e affetto. Mi è stato di grande conforto, in un momento di così intima sofferenza, leggere un numero così grande di parole piene di amore. Parole per lo più di persone che non conosco personalmente, ma che hanno sentito il bisogno di essermi vicine, anche tramite i social network.
Tanti sono stati poi i messaggi, pubblici e privati, di sostegno, di stima e affetto da parte di colleghi, anche di altri partiti, che mi hanno dato la prova di far parte di una comunità politica e istituzionale dove il rispetto umano viene sempre prima delle differenze.
Ringrazio, tra i tanti, il mio capogruppo Andrea Marcucci, Anna Rossomando, Simona Malpezzi, Roberto Morassut, Salvatore Margiotta, Marco Miccoli, Goffredo Bettini, Matteo Renzi, Laura Bodrini, Alessandro Zan, Walter Verini, Filippo Sensi, Matteo Orfini, Giuditta Pini, Stefania Pezzopane, Nicola Oddati, Caterina Bini, Stefano Vaccari, Marco Furfaro, Cecilia D’Elia, Patrizia Prestipino, i senatori, i deputati e tutto il Partito Democratico, il Pd Lazio e il suo segretario Bruno Astorre, Davide Faraone, Sandro Ruotolo, Loredana De Petris e Guido Crosetto, ma anche le senatrici della Lega Erika Stefani e Stefania Pucciarelli con i colleghi Claudio Barbaro e Francesco Urraro, il senatore di Forza Italia Giacomo Caliendo.
Tra tante manifestazioni di solidarietà sono stata oggetto anche di una vergognosa ondata di offese, insulti, volgarità, mero sciacallaggio da parte delle solite truppe di odiatori. Di loro si occuperanno i miei avvocati, per ricordare loro che anche il web è sottoposto al rispetto delle leggi e non è il Far-west .
Mi auguro che la vicenda giudiziaria nella quale è implicato mio fratello, e relativa a fatti del 2014, venga chiarita al più presto. La giustizia faccia il suo corso.
Da sorella spero che questa drammatica esperienza lo porti a gettarsi alle spalle tutti i suoi errori.
Il dolore familiare è intimo e privato, aggravato dalla solitudine dovuta alla recente scomparsa della mia mamma. La mia vita pubblica continua nelle battaglie politiche e civili con la determinazione e la volontà di sempre nell’ascolto umile e nella vicinanza alle persone, alle loro necessità, alle loro fragilità e solitudini.


bandiera arcobaleno

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