Intercettazioni – Bonafede preoccupante vuole “pubblicazione selvaggia”

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Il ministro vuole altre “sguattere del Guatemala”?

Che il ministro Bonafede voglia far fare un passo indietro alla civiltà giuridica introdotta dalla riforma delle intercettazioni è altamente preoccupante. Il blocco annunciato, per di più non all’interno di un testo specifico e organico ma nel decreto milleproroghe che nulla ha a che fare con la materia, consentirebbe infatti quella “pubblicazione selvaggia” delle intercettazioni che tanto danno ha fatto al processo penale. Ha forse dimenticato la “sguattera del Guatemala”? Un chiaro obiettivo della riforma. Il ministro dovrebbe sapere che la nuova disciplina non ha affatto limitato gli strumenti d’indagine della magistratura, ma ne ha regolato l’uso, evitando che atti irrilevanti ai fini processuali (e quindi dei reati) venissero utilizzati in modo non corretto dai mezzi d’informazione. Dimostrazione ne è che nessun processo è stato inficiato. Il ministro Bonafede, se intende fare propaganda, è bene che non la faccia sulla pelle dei tanti italiani che chiedono ed hanno diritto a un sistema giudiziario efficiente e dotato delle necessarie tutele


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