Interrogazione sui circhi ed il lavoro circense al Ministro Politiche Agricole

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Care amiche ed amici,

insieme alle colleghe Amati e Granaiola ho presentato questa interrogazione sui circhi che detengono animali e il lavoro circense.

Monica

 

INTERROGAZIONE

CIRINNA’, AMATI GRANAIOLA – Al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali

 

Premesso che:

Alla luce delle recenti inchieste su circhi condannati per violenze nei confronti degli animali, sempre più è avvertita l’esigenza di non poterli più considerare “spettacoli culturali”, bensì solo come il residuo folcloristico di una cultura ormai passata. Diverso è il discorso dello “spettacolo circense”, del quale è invece importante sottolineare il valore sociale e ricreativo, in quanto vengono valorizzate soltanto le capacità tecniche e la maestria degli artisti, senza alcun ricorso all’impiego degli animali;

attualmente, lo spettacolo itinerante gode degli introiti derivanti dai fonti pubblici finanziati dalla quota del Fondo Unico dello Spettacolo (FUS) ed altro strumento di finanziamento per le attività circensi con animali è costituito dalle risorse derivanti dall’estrazione del gioco del Lotto del mercoledì. Difatti la legge 662/96, all’art. 3, comma 83, prevede che una parte degli utili debba essere destinato al Ministero per i beni e le Attività  Culturali, il quale a sua volta eroga ingenti quantità di denaro per lo svolgimento di queste attività;

per il 2010, lo stanziamento riservato ai circhi è stato di oltre 6 milioni di euro, cifra rilevante se si pensa che lo spettacolo circense con animali non potrebbe sopravvivere senza tale contributo, poiché non incontra più l’interesse dello spettatore. Inoltre, è da notare come alle notevoli cifre devolute a favore di questo genere di intrattenimento non corrisponda un’efficace azione di controllo, visti i casi di maltrattamento e/o di acquisizione e impiego di animali appartenenti a specie protette ed esotiche. Il 61,2% degli italiani, come emerge dall’ultimo sondaggio Eurispes, ha dichiarato di non approvare per nulla l’utilizzo degli animali negli spettacoli circensi, mentre un ulteriore 25% li apprezza poco;

in numerosi Comuni italiani, tra i quali Bologna, Modena, Ferrara, Torino, Alessandria sono state approvate ordinanze o regolamenti il cui modello, adeguandosi alle valutazioni espresse dalla Commissione Scientifica CITES del Ministero dell’Ambiente concede l’attendamento ai circhi che non detengono animali il cui modello gestionale non sia stato trovato compatibile con la vita in una struttura mobile. In Europa e in tutto il mondo sempre più paesi stanno portando avanti questa scelta di civiltà, bandendo gli animali da circo. Sono 18 i paesi che hanno vietato o fortemente ridotto gli animali nei circhi: Grecia, Bolivia, Croazia, Bosnia-Herzegovina, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Ungheria, Polonia, Perù, Portogallo, Svezia, Singapore, Costa Rica, India e Israele. Leggi simili sono anche in discussione negli Stati Uniti, in Brasile, Regno Unito Cile e Colombia;

la maggior parte degli animali presenti nei circhi sono stati catturati nel loro ambiente naturale e strappati ai loro branchi e alle loro madri. I metodi per la cattura sono sempre cruenti, e spesso a questi segue un periodo di reclusione a bordo di navi e aerei senza acqua e cibo, maltrattamenti che possono determinare la loro morte durante il trasporto. Anche l’addestramento risulta essere particolarmente crudele, le condizioni di vita degli animali ignorano totalmente il concetto di “benessere” e di “rispetto delle esigenze etologiche”, ed il tutto è documentato dalle moltissime denunce, dai sequestri e dalle condanne  a danno dei circhi;

negli ultimi anni in Italia si sono verificati casi di maltrattamento sugli animali nei circhi o di irregolarità amministrative nella loro detenzione che hanno portato a pronunce di condanna penale, nonché a sanzioni amministrative nei confronti di titolari delle strutture con evidenti aggravi di costi per le amministrazioni competenti per la gestione dei procedimenti e degli animali talvolta sequestrati

le condizioni di detenzione degli animali sono state indicate come non idonee da numerose autorità scientifiche, come ad esempio, la British Veterinary Association che non ritiene che i bisogni relativi al benessere degli animali selvatici/esotici possa essere soddisfatto nell’ambiente dei circhi itineranti. Anche la Commissione Scientifica CITES del Ministero dell’Ambiente (prot. n. 34891 del 29/09/2011) ha riconosciuto che la detenzione di alcune specie di animali non è compatibili con la struttura itinerante. Investigatori dell’Associazione inglese Animals’Defender hanno documentato e filmato tecniche di addestramento brutali e crudeli nel celebre circo di Mary Chipperfield, mettendo in evidenza con quanta disumanità questo sia condotto;

inoltre, psicologi ed educatori hanno espresso rinnovata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione di circhi in cui vengono impiegati animali, da parte dei bambini. In tal senso esiste anche uno  un documento promosso, sostenuto e sottoscritto da oltre 600 psicologi sulle valenze antipedagogiche dell’uso degli animali nei circhi;

si chiede di sapere:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e quali siano le sue valutazioni in merito;

se non ritenga per quanto rappresentato, di dover intervenire con urgenza al fine di evitare che i soldi pubblici siano utilizzati per finanziare lo spettacolo circense con l’utilizzo di animali;

se non ritenga di doversi attivare con la massima sollecitudine affinché nel nostro Paese, come nel resto delle nazioni europee, non venga consentita in futuro la partecipazione di animali nelle manifestazioni circensi;

se non ritenga opportuno, in un momento in cui il lavoro sta subendo una reale contrazione e la cultura viene penalizzata in ogni sua forma, valutare il conferimento dei FONDI FUS ai soli circhi che decidono di assumere giovani artisti, usciti dalle relative accademie circensi, al fine di dare da una parte, maggiori sbocchi occupazionali a giovani artisti, e dall’altra, tutelare il benessere e il rispetto degli animali.

 

 

 

 

 


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