La Stampa: La Cei: unioni civili come male minore

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La Cei: unioni civili come male minore

Via libera informale, pur di evitare matrimoni gay e adozioni

È un sostegno prudente, senza declamazioni ma davvero senza precedenti quello che la Chiesa italiana sta riservatamente garantendo al governo e al Pd sul progetto delle unioni civili in discussione al Senato: già da settimane mediatori d’Oltretevere sono al lavoro, nella speranza che il Parlamento, prima o poi, approvi una legge senza asperità ma comunque – ecco il punto – capace di creare un argine rispetto alla deriva considerata più pericolosa: matrimoni gay e adozioni fuori dalla coppia.

La Cei – e con lei papa Francesco – non hanno sposato le unioni civili e mai le sposeranno, ma hanno silenziosamente abbracciato la dottrina del male minore, una novità storica nell’approccio alle questioni eticamente sensibili. Da decenni su temi scivolosi come il divorzio, l’aborto e la fecondazione assistita, la Chiesa ha finito sempre per scartare la linea del «male minore», un atteggiamento che per decenni ha lasciato libero campo ai fautori dello scontro.

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