Su Muratella e altre menzogne

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In tanti mi state scrivendo per avere chiarimenti su ciò che sta accadendo al canile comunale di Muratella a Roma .

È necessaria una premessa, per chi conosce il mio precedente lavoro al comune di Roma e per chi non ne sa nulla.

Il mio incarico di consigliera delegata ai diritti degli animali è terminato nel maggio del 2008 quando è diventato Sindaco di Roma Gianni Alemanno.

All’inizio del 2008 l’allora dirigente dell’ufficio diritti degli animali , in accordo con l’allora segretario generale, diede vita ad una procedura di interesse pubblico per la gestione dei canili comunali, quindi non solo di Muratella.

Resto fermamente convinta che i canili vadano gestiti da soggetti di volontariato, non interessati al lucro, ma solo al riconoscimento delle giuste spese per i lavoratori e per cibo e medicine per gli animali.

Appena insediatosi il Sindaco Alemanno emise un’ordinanza con la quale fece decadere dall’incarico i dirigenti a contratto esterno scelti dal Sindaco Veltroni, tra questi anche la dirigente dell’ufficio diritti animali. Per la prima volta, dopo 4 mandati, ero consigliera di minoranza ovviamente senza incarichi.

Subito mi misi in contatto con il nuovo assessore e il nuovo dirigente per comunicare che era necessario un passaggio di consegne e soprattutto dare seguito alla procedura pubblica, già avviata, per la futura gestione dei canili.

Non ricevetti mai alcuna risposta, seppi poco dopo che nessuno aprì quelle buste, e che tutti gli atti riguardanti la mia delega degli ultimi anni furono mandati alla Corte dei conti, con richiesta di indagare sul mio operato.

La Corte archiviò dopo mesi di indagini. Come vennero archiviate nel corso degli anni tutte le denunce fatte contro di me da Fucelli, segretario del Partito animalista Europeo, che ebbe in quegli anni un incarico da Alemanno .

Pur essendo consigliera di opposizione continuai a seguire le vicende degli animali a Roma , assistendo al graduale smantellamento del mio lavoro.

Nel marzo del 2013 sono stata eletta Senatrice e quindi ho lasciato il Campidoglio, continuando a dare la mia disponibilità a collaborare per il bene degli animali… offerta sempre rifiutata.

La caduta del Sindaco Marino, portò all’insediamento del commissario Tronca, è stato lui nella sua qualifica di ufficiale di governo, a bandire la gara ora aggiudicata al nuovo soggetto gestore di Muratella. Non vi è quindi alcuna responsabilità della giunta Raggi su questa scelta .

È chiaro quindi che sono ormai moltissimi anni che non ho più alcun rapporto con l’associazione AVCPP , che ha cambiato da tempo tutti i vertici e i membri del direttivo, persone nuove che non conosco, e che non mi hanno mai contattata ne invitata in canile.

Penso che abbia fatto molto bene la Sindaca Raggi a nominare la Dottoressa Matassa al benessere degli animali, non solo per la sua competenza, ma perché è necessario rimettere mano al tema degli animali in città, settore da troppo tempo abbandonato.

Ovviamente senza alcun pregiudizio valuterò le prossime decisioni e gli atti conseguenti, sperando che possano migliorare la vita dei tanti animali di proprietà del comune di Roma e le condizioni dei lavoratori che se ne occupano.

A tale proposito va detto che gli operatori della canile di Muratella hanno lavorato gratis per mesi pur di continuare ad accudire gli animali, nell’indifferenza dell’amministrazione capitolina alla quale ora hanno chiesto un incontro, nelle ore in cui vedono a rischio il loro posto di lavoro.

Detto ciò, a chi ha voluto leggere e capire in buona fede, è ora ben chiara la mia totale estraneità alle recenti vicende a partire dal 2008.

Purtroppo sui social, in particolare Facebook e Twitter, ricevo molti insulti tipo “lei ama gli animali solo a scopo di lucro ” o, peggio, in tanti rilanciano facendo copia e incolla testi inattendibili, tra cui tutte le menzogne che sostiene Fucelli del PAE.
Il mio avvocato ha già avuto mandato per querelarlo. Chi mi conosce di persona, e chi segue il mio lavoro senza esprimere giudizi preconfezionati (copia e incolla!!), sa che mi occupo di politica per amore del diritto e della libertà, e che per me la parola potere è l’infinito del verbo potere: io posso, si posso fare qualcosa per il mio paese mettendomi temporaneamente al servizio delle istituzioni, per aiutare i cittadini e gli animali in difficoltà, come ho fatto per tanti anni al comune di Roma.

Per molti invece potere è il sostantivo maschile singolare “il potere”, che a me non interessa, una visione individualista e autoreferenziale, ed è per questo, a mio parere, che viviamo in un periodo in cui l’anti politica e la politica becera e demagogica, quella di chi parla alla pancia e non al cervello delle persone, vince facilmente usando bugie e falsità anche contro le persone perbene.


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