Canili a Roma

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Leggo con immenso dolore le notizie sul bando di gara relativo ai canili di Roma . Dolore per la totale distruzione di un modello che aveva riconosciuto Roma esempio positivo per il mondo su come gestire gli animali in città , quei cittadini non umani, che nel 1994 erano entrati con me in consiglio comunale, nell’aula Giulio Cesare, nel luogo del governo della città .
Ricordo come se fosse ora l’emozione che provai quando Francesco Rutelli formalizzò la mia delega “ai diritti degli animali” e il grande e difficile lavoro amministrativo necessario alla creazione dell’ omonimo ufficio.
Ci volle qualche anno, e tanta tanta della mia nota caparbietà, per affermare in ogni livello della politica, non solo locale, che gli animali erano parte integrante del tessuto sociale di Roma e che andavano protetti insieme ai cittadini che di loro si prendevano cura.
Con il passare degli anni le amministrazioni comunali di centro sinistra, guidate da Rutelli e poi da Veltroni, nel confermarmi la delega implementarono con fondi, personale e strutture, l’ufficio diritti degli animali.
Questo modello virtuoso, venne subito esportato in tante altre città italiane e fu preso ad esempio dall’OMS in vari documenti internazionali.
La vera forza delle politiche di tutela degli animali si basava su un positivo e leale rapporto di osmosi tra il Campidoglio e la città, tra i cittadini e le associazioni animaliste e il consiglio comunale, il sindaco e la sua delegata .
Questa relazione costante e continua, spesso non priva di asprezze e visioni diverse, era fondata sull’ unica cosa importante per tutti : il benessere e la tutela dei nostri amati cittadini non umani.
I romani compresero molto bene che gli animali che vivono liberi in città sono parte del nostro patrimonio bio-culturale, come sancita da una “epocale” memoria della giunta Veltroni.
Proprio questa forza che ci veniva dai cittadini mi permise di costruire il nuovo canile comunale della Muratella, e la costellazione di piccole strutture che ci consentirono di arrivare ad assistere fino a 2000 cani l’anno, quasi tutti dati in adozione in pochi mesi , così da creare posto per un’altra animale bisognoso di aiuto.
Avevamo in tutti i quartieri moltissimi cani liberi accuditi, centinaia dì colonie feline protette, convenzioni per sterilizzare gratuitamente gli animali dei cittadini meno abbienti , ai quali fornivamo gratuitamente cibo per i loro animali. 
La gestione degli animali in città è una grande scommessa di civiltà 
attraverso la quale si può misurare l’attenzione di un sindaco/a e della sua giunta per i più deboli , per coloro che non sono in grado di esigere diritti per se stessi. Il bando di gara pubblicato dall’attuale sciagurata giunta che gestisce la mia amata Roma mette una pietra tombale su questo modello virtuoso che metteva il benessere degli animali al centro dell’ azione amministrativa.
Finché sono stata in Campidoglio ho difeso strenuamente, anche da consigliera di minoranza, i nostri cittadini non umani e l’ufficio comunale che di loro si occupa; purtroppo ora tutto è perduto con l’avvento di una giunta distruttiva, che considera malaffare tutto ciò che è stato fatto dai predecessori.
Infine ricordo a tutti, soprattutto ai miei tanti detrattori, che i miei atti amministrativi sono stati più vote oggetto di analisi da parte della magistratura di ogni ordine e grado, civile e penale, e della Corte dei Conti.
Nessun atto è mai stato annullato ne ritenuto illegittimo, non ho mai subito procedimenti giudiziari.
Concludo come ho iniziato, dolorosamente, e il mio pensiero va a tutti quegli animali che vivranno a vita in una gabbia, come ergastolani innocenti, perché nessuno, a parte me e pochi altri combattenti per i diritti dei deboli, si occuperà di loro.

 

CANILI. PELONZI-FASSINA: SI CONFERMA DISTRUZIONE MODELLO ROMA PER ANIMALI

(DIRE) Roma, 16 ott. – “A distanza di un anno da quanto
menzionato in una determina dirigenziale del 6 ottobre 2017, esce
la gara per rinnovare l’appalto dei canili e dei gattili privati
convenzionati con il Comune di Roma. E la Giunta Raggi conferma
la distruzione di quel modello di valorizzazione dei diritti
degli animali nato in Italia proprio a Roma nel lontano 1994”.
Cosi’ Giulio Pelonzi, capogruppo Pd in Assemblea Capitolina e
Stefano Fassina capogruppo Sinistra per Roma.
“Si tratta della gara per regolarizzare gli 8 gestori privati che
procedono in proroga almeno dal 2014, nonostante i tanti proclami
di legalita’ di questa giunta. 700 gatti e 450 cani (molti piu’
animali di quanti accolti nelle poche strutture comunali rimaste)
che, ad una media di 5 euro al giorno per il loro mantenimento,
verranno smistati nelle varie strutture private a seconda del
territorio (Municipio) nel quale saranno stati catturati. Ogni
municipio avra’ infatti un gattile ed un canile privato di
riferimento. Ed i cani ed i gatti, quindi, dopo essere transitati
per Muratella e non essere stati adottati, verranno smistati
nelle varie strutture non in quanto compatibili con l’analisi del
loro etogramma, con le loro condizioni fisiche o attitudinali. Ma
in quanto catturati in quel determinato municipio. Alla faccia,
quindi, del tanto decantato benessere animale. E sempre alla
faccia del tanto decantato benessere animale scatta per questa
gara- per la prima volta a Roma- anche la famosa clausola
‘sblocca bandi’ dell’Anac: funzionari e impiegati comunali
verranno pagati in piu’ per aver scritto e condotto bene la gara.
E cosi’ i cittadini romani, nel caso vincessero le gare gli
imprenditori privati, vedrebbero gli animali privati del 10% di
utile di impresa, del 22% di Iva e del 2% di incentivo per il
personale comunale. Il 34% del valore dell’appalto viene
sottratto al benessere dell’animale, cosa che durante le giunte
di centro sinistra, che avevano fatto la scelta di collaborare
con le onlus, non accadeva. Quando la Giunta Raggi capira’ che si
sta parlando di esseri senzienti, ognuno di loro con le sue
caratteristiche e le sue problematiche, e non di semplici pacchi
postali da conservare in magazzino?”, concludono i consiglieri
Pelonzi e Fassina.
(Comunicati/Dire)
15:57 16-10-18

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  1. SIMONA NOVI 17 Ottobre 2018 Rispondi

    Tanta rabbia. Distrutto un modello tanto faticosamente costruito in cambio di una gestione ragionieristica che porterà maggiori spese e minor benessere.

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