Le improbabili tabelle dei “pro” e dei “contro”

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A poche ore dalla Direzione nazionale, Repubblica riporta un’improbabile tabella in cui dirigenti e parlamentari del PD vengono suddivisi in liste, “pro” o “contro” Renzi. Una brutta abitudine, da qualunque parte provenga, ancor di più se dalle colonne di un quotidiano autorevole, e senza la previa consultazione degli interessati.
Poco più di un anno fa ho sostenuto con convinzione Andrea Orlando nella sua candidatura alle primarie per la Segreteria del Partito, e da allora la mia posizione non è cambiata: resto convinta che il nostro Partito abbia bisogno di una guida forte ed autorevole, ma sensibile al rispetto delle differenze, della collegialità, del pluralismo interno, risorse cui non possiamo e non dobbiamo rinunciare. Abbiamo bisogno di unità, ma nella chiarezza, e nel riconoscimento delle reciproche differenze.
La Direzione di oggi può essere una tappa fondamentale in questo percorso. La situazione interna al Partito si intreccia con quella relativa alla conclusione del procedimento di formazione del Governo: anche su questo voglio dire una parola chiara.
Il mio scetticismo nei confronti di una formula di governo “politica” assieme al Movimento 5 stelle – peraltro mai stata all’ordine del giorno – è nota: ciò non esclude che l’apertura di un tavolo di confronto avrebbe potuto rimettere al centro lo spazio della politica, chiarendo le rispettive posizioni.
Penso ad un tema a me caro: come si sarebbero posti i nostri interlocutori su questioni come matrimonio egualitario, contrasto all’omotransfobia, tutela delle bambine e dei bambini arcobaleno, riconoscimento dei diritti di cittadinanza ai minori stranieri? Domanda retorica, forse: ma un confronto aperto avrebbe fatto chiarezza.
Una soluzione politica della crisi non si vede all’orizzonte; ma diverso è il discorso per eventuali soluzioni di carattere istituzionale, che non potranno vederci defilati di fronte alla nostra responsabilità nei confronti del Paese.
Per questo, non ho firmato il documento promosso da Lorenzo Guerini, che trovo poco chiaro – ad esempio – rispetto ad ipotesi di convergenza politica con il centrodestra. Unità, nella chiarezza. Questo il mio impegno, nella direzione di oggi, a fianco di Maurizio Martina, Andrea Orlando e di tutte le compagne e i compagni che hanno a cuore la ricostruzione di una comunità coesa, capace di un confronto franco e capace anche di contarsi, nel riconoscimento e nel rispetto delle differenze preziose che ci percorrono.


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