Sul delitto di Vincenzo Ruggero

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Ci sono drammi che aiutano a capire molte cose. Di noi, delle persone che ci sono intorno, ma anche della cultura della nostra società. L’efferato omicidio per gelosia avvenuto in provincia di Caserta ci pone di fronte a quella violenza sorda e folle, di cui purtroppo, siamo costretti a leggere quotidianamente sulle cronache, che è alla base dei casi di femminicidio.
Il non voler accettare la fine di una relazione o la libertà dell’altro, la voglia di possesso estremo sono i mostri che scatenano queste reazioni tragiche. Quella di Caserta sarebbe quindi una storia terribile come tante, troppe, altre eppure giornali e telegiornali ne hanno parlato in termini sensazionalistici perchè i protagonisti sono gay e trans. Con dettagli irrispettosi e una ricerca del pruriginoso che mi ha fatto rabbia e tristezza.
La notizia non era la morte di un uomo trucidato per gelosia – un fatto grave, assurdo, con risvolti feroci – ma che quell’uomo fosse gay, come il suo assassino, innamorato di una trans. Come se l’orientamento sessuale dei protagonisti fosse rilevante rispetto all’accaduto. Esistono forse i delitti etero? Presentano delle differenze? Certo che no.
Trovo che questo modo di trattare le notizie e proporle non faccia altro che rappresentare e riproporre un grave preconcetto culturale. Quando anche l’Italia avrà finalmente rimosso queste incrostazioni di pregiudizio potremo dirci un Paese davvero civile.


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